Pigotta d’Artista. My ‘Mantua’

Qualche mese fa, curiosando sulla mia bacheca di Facebook, uno ‘status’ aveva attirato la mia attenzione. Si invitavano gli Artisti Mantovani, e non, ad aderire all’evento “Pigotta d’Artista – Artisti per UNICEF “. Si invitavano tutti gli artisti, di ogni disciplina (pittori, scultori, fotografi, etc, etc) e di ogni stile a decorare una Pigotta o a realizzare un’opera su questo tema e a farne dono all’Unicef che provvederà a metterla all’asta per finanziare le sue attività volte ad aiutare l’infanzia.

Per chi non lo sapesse la Pigotta è diventata bambola ufficiale dell’UNICEF Italia nel 1999. Ma la prima Pigotta è stata realizzata da Jo Garceau del Comitato Provinciale UNICEF di Milano già nell’88. La sua storia è ricca di iniziative e successi importanti che hanno contribuito ad aiutare, ad oggi, 800.000 bambini nel mondo.

L’iniziativa mi aveva subito colpito ed ho deciso di aderire. Inizialmente volevo realizzare un opera a gessetti a terra, ma poi ho deciso di contribuire con la mia Pigotta personalizzata.

Ed ecco la ‘nascita’ della mia Mantuaho voluto omaggiare la mia città chiamandola come la Profetessa, che, secondo la mitologia fuggì da Tebe e arrivò, dopo lungo errare, nel territorio, allora completamente palustre, che oggi ospita la città. In questo luogo creò un lago con le sue lacrime; secondo la leggenda queste acque avevano la magica proprietà di conferire capacità profetiche a chi le beveva. Manto avrebbe incontrato e sposato la divinità fluviale Tybris (il Tevere ) re dei Toscani, e il loro figlio Ocno (detto anche Bianore) avrebbe fondato una città sulle sponde del fiume Mincio chiamandola, in onore della madre, Mantua. Questa versione mitica della fondazione della città di Mantova è riportata nell’Eneide di Virgilio.

Mantua rispecchia la natura in cui è nata, ha gli occhi color del cielo, i capelli di nuvole ed è alta dalla terra al cielo. Il suo cuore è racchiuso da un fior di loto, mentre un airone ne difende il bagliore.

Queste Pigotta, come tutte le altre sarà messa all’asta,  DOMENICA 6 NOVEMBRE 2016 , BISOGNA REGISTRARSI ENTRO LE 15 ALLA CAPPELLA DEL MUSEO DIOCESANO, OPPURE POTETE PARTECIPARE SEGUENDO L’ASTA ON-LINE SUL SITO WWW.LASERINVEST.COM e il ricavato verrà interamente devoluto a Unicef.

 

A few months ago, I was checking my Facebook wall, when a particular post attracted my attention. All artists, whether from Mantova or not didn’t matter, were invited to participate to “Pigotta d’Artista – Artisti per UNICEF “.

All artists, performing on any visual discipline (painters, sculptors, photographers, etc) and with any style, were asked to decorate a Pigotta or to create an artwork on this subject and to donate it to Unicef. Unicef would thereafter auction the work to finance their activities for children’s care.

For those who don’t know, a Pigotta has become the official doll in Itay since 1999. The first Pigotta has been realized by Jo Garceau from the Local Unicef Committee of Milan back in 1988. Her history is rich with events and important success, which, up to today, had already helped 800.000 children around the world.

The initiative touched me immediately and I decided to participate. Initially I wanted to realize an artwork with chalk on street, but I finally preferred to create my own personalized Pigotta.

This is how my Mantua was born.

I wanted to pay homage to my hometown by naming my creation after the ancient Prophetess, who, according to mythology, run out of Tebe to arrive in a swampy land, on which nowadays grows the city of Mantova. In this place she cried so much that she created a lake with her tears and the legend says these waters had the power to give prophetic abilities to those who drunk it.

Manto met and married Tybiris (the divinity of Tevere river), king of Tuscans and their son Ocno, also named Bianore, was said to have built a city on the river of Mincio calling it after her mother, Mantua.

This version of the mythological origin on the city has been told on Virgilio’s Eneide.

Mantua reflects the city in which she was born: she has blue-sky eyes, cloudy hair and she is ground-to-sky tall. A lotus flower embraces her heart, whether a heron fights for her brightness.

This Pigotta, like all the others will be auctioned, Sunday, Nov. 6, 2016, we MUST REGISTER WITHIN 15 TO THE CHAPEL OF THE DIOCESAN MUSEUM, OR YOU CAN PARTICIPATE IN FOLLOWING THE ON-LINE AUCTION SITE WWW.LASERINVEST.COM and the proceeds will be donated to Unicef.

 

44 Incontro dei Madonnari a Grazie – Italy – 44 International competition in Grazie – Italy

With some delay here I am with my report on the 44th Meeting of the Pavement in Grazie (Mantua – Italy). I am very close to this event, because in this scenario I saw the “Madonnari Artists” at work for the first time in my life.

As it happens every year, it took me a long time to arrange the draft. I spent nearly eight months of research, adjustments, and faced the terrible last minute changes. Though, I was certain on the subject that I wanted to represent: Santa Kateri Tekakwitha, the first Native American Saint.

Last year I’ve been invited to two festivals in the United States: The Sarasota Chalk Festival in California and Houston Via Colori in Texas. Thanks to them I had the chance to spend some days in the homeland of jazz: New Orleans. Between a song and the other, I run into a church and came across a holy card of Her portrait. It’s been a sudden flash!

I started some research on “The Lily of the Mohawks” and Her people. The “People of flint stone” is a population of Native Americans of the Mohawk Valley, the area between the north of the State of New York, the southern Quebec and the Eastern Ontario.

Like all Saints and Blessed, She had a difficult life; She was born in New York in 1656 and died in Caughnawaga (Canada) on April 17th, 1680.

She was beatified in 1980 by Pope John Paul II, and canonized on October 21st of 2012 by Benedict XVI.

During the homily on June 22nd 1980, Pope John Paul II said about her: ”

“Sweet, fragile but strong figure of a young woman who died at only 24 years, Kateri Tekakwitha, the ‘Lily of the Mohawks’ was the first Native American Saint. She truly is a daughter of Nature and Her Holiness will raise the minds and hearts of those who love Nature and the Environment”.

I created a representation as I imagined Her: strong and proud and therefore surrounded by nature and wolves, but at the same time sweet and kind as She pets one of those wolves.

The public was very curious and friendly, everybody was wondering who She was and wanted information about Her story, indeed very few knew Her; but everyone has been extremely impressed. The wolf in the foreground had a great success itself!

Then, the competition started and I felt the usual tension and panic, but I was able to produce a good job nevertheless, of which I’m still very satisfied.

The competition ended with a big surprise as I won a prize!The Bronze Medal in the category Pavement Masters was assigned with this motivation:

“Christianity connects the whole world together, as the Madonnari Art does itself. This Art is offering here a compelling work, representing the first Native American Saint, Santa Kateri Tekakwitha. She lived in the seventeenth century and was canonized by Pope Benedict XVI.In this image there’s a woman surrounded by Nature and taken by her faith: this is a strong message addressed to the current challenges of our society. “

Happy to have received the award from Hikari Miyata

 

Con un po’ di ritardo eccomi a farvi il mio resoconto sul 44 Incontro dei Madonnari a Grazie.

Sono molto legata a questo Incontro, perché è il primo in cui ho visto gli artisti madonnari,. Come tutti gli anni il mio bozzetto si è esteso per quasi 8 mesi, tra ricerche, modifiche, e i terribili cambi dell’ultima ora. Ma ero certa sul soggetto che volevo rappresentare: Santa Kateri Tekakwitha, la prima Santa Nativa Americana. L’anno scorso sono stata invitata a due festival negli Stati Uniti, il Sarasota Chalk Festival in California e Houston Via Colori in Texas. Tra i due festival mi sono regalata un breve soggiorno nella patria del Jazz, New Orleans. Tra una sonata e l’altra mi sono imbattuta in una chiesa e in un santino che la ritraeva, è stata una folgorazione!!! Ho iniziato a fare un po’ di ricerche sul ‘Giglio dei Mohawks’ , il ‘Popolo della pietra focaia’, un popolo di nativi americani originari della Valle Mohawk, zona compresa tra il nord dello Stato di New York, il Québec meridionale e l’Ontario orientale.

Come tutti i Santi e Beati ha avuto una vita difficile; nell’omelia del 22 Giugno 1980 Papa Giovanni Paolo II dice di lei: “

“ Dolce, fragile,ma forte figura di giovane Donna che morì a soli 24 anni di età. Kateri Tekakwitha, il ‘ Giglio dei Mohawks’. Prima Santa dei Nativi Americani , è una figlia della Natura.La sua Santità solleverà le menti e i cuori di chi ama la

Natura e l’Ambiente. “

Nata a New York nel 1656 e morta a Caughnawaga (Canada) il 17 aprile 1680 . Fu beatificata nel 1980 da Giovanni Paolo II e canonizzata il 21 Ottobre 2012 da Benedetto XVI

Io l’ho voluta realizzare forte e fiera, come la immaginavo, circondata dalla natura, dai lupi, ma allo stesso tempo dolce e gentile mentre, con una mano ne accarezza uno.

Il pubblico è stato molto incuriosito e caloroso, chiedendomi chi fosse, la sua storia, in pochi la conoscevano, ma tutti ne sono rimasti colpiti ( anche il lupo in primo piano ha avuto un gran successo!!!)

Poi il concorso è iniziato, ovviamente tensioni, panico, e invece sono riuscita a fare un buon lavoro, e ne sono ancora molto soddisfatta. La festa non poteva concludersi degnamente se non con un premio: Medaglia di Bronzo nella categoria Maestri Madonnari, con la motivazione:

” La cristianità collega tutto il mondo, ma anche l’arte dei madonnari che qui ci offre realizzata in maniera convincente l’opera raffigurante la prima Santa Nativa Americana, Santa Kateri Tekakwitha, vissuta nel XVII secolo e canonizzata da Benedetto XVI. Calata nella natura c’è una donna presa dalla sua Fede: un messaggio più che forte per le sfide attuali della nostra società”.

Felicissima anche di aver ricevuto il premio dalle mani di Hikari Miyata!!!!

 

 

“Un Canto del Tempo” – Eventi in Libreria

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Per il ciclo Eventi in Libreria esporrò alcuni dei miei lavori pittorici alla Libreria IBS di Mantova (via Verdi, 50 ) .

Vi aspetto Venerdì 11 Marzo alle ore 18,  grazie alla moderatrice e storica dell’Arte Paola Artoni, vi parlerò un pò delle mie esperienze lavorative!

 

Ed ecco alcune fotografie della serata!

Artemisia!

Mi chiamo Ketty, sono una Maestra d’Arte, specializzata in Arti Decorative e Antiche tecniche decorative. Nel 2000 ho deciso di mettermi in proprio, per trasmettere a tutti la passione per l’Arte, una passione a 360 gradi. Dalla pittura a cavalletto, su muro, su asfalto e la passione per la conservazione dell’Arte, su tele, tavole e sculture policrome e dipinti murali. Perchè Artemisia? In onore della grande Artemisia Gentileschi, figlia di Orazio, pittrice italiana della prima metà del ‘600 che prese dal padre il rigore per il disegno caricandolo poi con la drammaticità caravaggesca. Una donna simbolo del femminismo, impegnata a perseguire la propria indipendenza e la propria affermazione artistica contro le molteplici difficoltà e pregiudizi incontrati nella sua vita travagliata.